A chi vendere reperti archeologici: cosa dice la normativa italiana sul ritrovamento di materiale archeologico paleontologico

In questo post vogliamo fare chiarezza su a chi vendere reperti archeologici legalmente, in specifico parleremo della compravendita, detenzione , ritrovamento dei beni archeologici e fossili spiegandovi chi può vendere reperti di interesse archeologico e paleontologico e cosa dice al riguardo la normativa vigente in Italia.

Innanzitutto tutti i beni culturali che si trovano nel sottosuolo italiano appartengono di diritto allo Stato, anche se il ritrovamento dei beni fossili o reperti archeologici o minerali avviene casualmente in una proprietà privata, durante una passeggiata o un’immersione subacquea.

Cosa sono i beni culturali?

È bene anche sapere che non tutti gli oggetti recuperati sono realmente beni culturali, ma in ogni caso è dovere avvisare entro 24 ore la Soprintendenza ai Beni Culturali, il Sindaco oppure le forze dell’ordine, secondo quanto riportato dal DLGS 42 del 2004, anche definito Codice dei beni culturali e del paesaggio (codice Urbani).

Il concetto di bene culturale è molto importante per dare una corretta interpretazione alla normativa: per bene culturale si intende ogni mobile o immobile con caratteristiche di interesse artistico, storico, archeologico, archivistico, etnoantropologico e, più in generale, qualsiasi testimonianza con valore di civiltà. Di conseguenza qualsiasi oggetto non rientri in questo ambito non è soggetto alla normativa di cui sopra ( altrimenti i carabinieri si troverebbero nell’ingrato compito di perseguire penalmente le migliaia di bambini e i loro genitori coinvolti nella raccolta e scambio di piccoli minerali e fossili o piccoli cocci di anfore….). Le soprintendenze sono l’organo dello stato più indicato a cui rivolgersi in caso di dubbi. Chiunque si appropri o trattenga un oggetto con requisiti tali da rientrare nelle suddette categorie commette il reato di appropriazione indebita, omessa denuncia e possesso illecito di beni culturali e reperti archeologici o fossili.

Tutela dei beni culturali

La tutela dei beni culturali è particolarmente sentita dallo Stato italiano, infatti esiste un premio per chi scopre il reperto antico e ne segnala il ritrovamento, pari a un quarto del suo valore, di conseguenza non vi è alcuna ragione , neanche meramente economica, di appropriarsi di un reperto in maniera indebita anzichè segnalarlo immediatamente alla soprintendenza competente o al più vicino comando di carabinieri; si avrà comunque un compenso o il permesso di tenersi il bene nel caso l’oggetto rinvenuto non sia considerato di interesse culturale. Cosa più importante, si avrà la certezza di aver contribuito , anche se in minima parte , allo studio e alla ricerca di quella che è stata la storia dei popoli che ci hanno preceduto. Inoltre, appropriarsi di un bene ritrovato per tenerlo o rivenderlo è un reato punito dal codice penale. Nella stragrande parte dei casi rivolgersi al mercato nero o a commercianti con pochi scrupoli è estremamente rischioso e poco remunerativo, la maggior parte dei beni ritrovati vale pochissimo poichè illegali, assolutamente il gioco non vale la candela! la corretta segnalazione permette di individuare un percorso legale che puo dare maggiori soddisfazioni, anche economiche.

Per lo stesso motivo, anche scegliere a chi vendere reperti archeologici è importantissimo. Rivolgersi a commercianti non autorizzati o tombaroli o chiunque non sia in grado di rilasciare la ricevuta fiscale, il certificato di autenticità e la dichiarazione di lecita provenienza è un atto illegale molto rischioso. Non si può certo pensare di aver fatto un buon investimento acquistando un opera senza documenti in regola; non è e non sarà mai di vostra proprietà. Viceversa rivolgersi al mercato legale può permettere di fare un buon investimento per i motivi che spiegheremo in seguito .

A chi vendere reperti archeologici: chi può acquistare o detenere o vendere i reperti archeologici?

Oggi chi possiede reperti archeologici non provenienti da scavi clandestini può venderli a musei, collezionisti privati e gallerie d’arte, ma anche ad aziende come Antiquariato Europeo di Gianluca Scribano che acquista da privati moltissime tipologie di arredi, opere d’arte e oggetti antichi.

Rivolgetevi a noi per avere informazioni su come vendere i reperti archeologici o fossili rinvenuti all’interno di abitazioni ereditate o presenti da molti anni nella collezione di famiglia. Possedere un fossile o un reperto archeologico non è un reato . La legge non ha mai vietato il possesso ed il commercio di fossili o beni di interesse archeologico, ne ha mai imposto la denuncia di quanto posseduto da privati.L obbligo di denuncia riguarda solo chi li rinviene fortuitamente in natura.

Oggi i musei nazionali, soprattutto quelli storici, sono stracolmi di beni di valore e i magazzini conservano reperti di ogni tipo, che sono condannati a una sorte davvero beffarda: rimanere nascosti agli occhi del grande pubblico e racchiusi nei sotterranei di un museo, dopo essere stati riportati alla luce. Si tratta di oggetti senza futuro, dato che la turnazione delle bacheche dei musei è veramente minima e molti non vengono neppure catalogati, sparendo per sempre. Di conseguenza l’orientamento sia giurisprudenziale che interpretativo delle soprintendenze è più permissivo nei confronti di questo tipo di collezionismo rispetto al passato.

Rivolgersi ad operatori autorizzati sia per la vendita che per l’acquisto di fossili e materiali archeologici è di fondamentale importanza. NON ACQUISTATE MAI NULLA DA COMMERCIANTI CHE NON SIANO IN GRADO DI RILASCIARVI REGOLARE RICEVUTA FISCALE E DICHIARAZIONE DI ORIGINALITA’ , PROVENIENZA E BENESTARE DELLA SOPRINTENDENZA.

Perché rivolgersi a negozi con regolare permesso di commercio di arredi antichi?

Scegliere di rivolgersi a negozi con regolare permesso per il commercio di arredi antichi per la vendita di uno o più reperti archeologici o fossili significa:

1- diffondere il patrimonio culturale italiano che altrimenti rischia di rimanere nascosto in case private, uffici, aziende e banche.

2- fare degli ottimi acquisti: lo Stato e i musei non hanno più la possibilità ne l’interesse di acquistare opere e manufatti d’arte . La notifica da parte delle soprintendenze, rendendo di fatto impossibile l’esportazione conferisce non solo prova di effettiva legittimità di possesso e autenticità ma anche una sensibile riduzione del valore dell’oggetto che non potendo uscire dal territorio nazionale può essere appannaggio esclusivo di collezionisti italiani che possono quindi acquistarlo ad un prezzo conveniente.

3-rivolgersi ai pochi operatori rimasti con regolare permesso vuol dire contribuire a contrastare il mercato illegale.

Vuoi vendere un reperto archeologico o un oggetto antico?Contattaci per informazioni!

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