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Ricordo benissimo la prima volta che acquistai un quadro come fosse adesso: mi trovavo in una specie di ex cascina adibita a deposito di quadri e mobili antichi nel nord della Svezia. Avevo circa 12 anni, era il 1983, credo, in pieno boom del mercato dell’antiquariato. Mio padre andava molto spesso nei Paesi Scandinavi ad acquistare arredi antichi ed io lo accompagnavo tutte le volte che mia madre me lo permetteva.

Se Francia e Inghilterra erano, senza dubbio, la meta ideale per trovare mobili antichi di qualità, orologi in bronzo, sculture in marmo ed argenti antichi, la Scandinavia era per noi antiquari il terreno ideale per cercare dipinti antichi e di arte moderna. Perchè nei Paesi Scandinavi si trovavano molti dipinti antichi e moderni d’autore? Per una concomitanza di fattori: primo tra tutti l’amore per l’arte del popolo scandinavo; durante il ‘600-‘700-‘800 pittori, intellettuali, scrittori, imprenditori, esponenti dell’alta aristocrazia scandinava hanno continuamente viaggiato nel nostro Paese, visitando musei, siti archeologici, mostre internazionali. Durante questo “grand tour” dalle finalità prevalentemente culturali, i viaggiatori scandinavi acquistarono e portarono in patria un’enorme quantità di opere, anche importanti: queste sono state conservate per centinaia di anni nella abitazioni di “ignari eredi” di quegli antichi viaggiatori.

Per molti anni, soprattutto dalla metà del XX secolo in poi, tanti di questi dipinti sono stati rimessi sul mercato da una generazione ormai non più interessata a “quel vecchio quadro antico della nonna”. Noi antiquari italiani siamo stati, per tanti anni, i migliori compratori in tutte le aste, mercatini e gallerie della Scandinavia degli anni ’80 e ’90.

Il giorno in cui Antiquariato Europeo iniziò a trattare arte moderna

Tornando al giorno del mio primo acquisto di un dipinto, lo ricordo molto bene poichè ebbi una piccola discussione con mio padre in quanto non era assolutamente d’accordo con la mia scelta. Avevamo sempre acquistato dipinti per lo più antichi (del ‘600 – ‘700 – ‘800) legati, quindi, ad un tipo di soggetto naturalistico: paesaggi e vedute o battaglie o nature morte. Questi erano i dipinti che andavano di più. 

Il dipinto che aveva attirato la mia attenzione ritraeva, invece, l’interno di un bar con personaggi intenti a bere e fumare: i colori molto accesi e le linee incerte lasciavano solo intuire la scena. Era probabilmente la prima volta che mi trovavo di fronte ad un dipinto espressionista e ne rimasi affascinato.

Alla mia richiesta di acquistarlo mio padre rispose, senza giri di parole, “fa schifo”.
Io insistetti!

È bellissimo, compriamolo!” dissi. Venne in mio aiuto il commerciante scandinavo che convinse mio padre con un prezzo eccezionale.

AVEVO ACQUISTATO IL MIO PRIMO QUADRO !

Dopo circa un mese il carico di mobili ed arredi antichi proveniente dalla Scandinavia arrivò a Roma. All’epoca la richiesta di arredi antichi era altissima e lo scarico di un camion intero di beni di antiquariato provenienti da Danimarca e Svezia selezionati da mio padre era un evento che attirava decine di compratori: antiquari, architetti, collezionisti, investitori e semplici appassionati.

Lo scarico, come spesso avveniva all’epoca, fu un successo. 

Vennero venduti l’80% degli arredi scaricati. Tenendo d’occhio il dipinto che avevo “faticosamente” acquistato, mi resi conto che non veniva notato dalla clientela di mio padre, non abituata a quel tipo di arte così lontana dai soggetti naturalisti a cui erano abituati.

Il mio dipinto restò giorni e giorni ignorato. 

Stufo delle prese in giro di mio padre e delle sue battute ironiche, feci una piccola ricerca di mercato sulle Pagine Gialle e contattai una galleria sita nel quartiere Prati, quindi vicino al nostro negozio. Nell’annuncio c’era scritto “acquistiamo arte moderna“. Chiamai ed invitai la proprietaria, parlandole del mio dipinto, a visitare la nostra galleria. 

La gallerista acquistò immediatamente il dipinto sotto lo sguardo incredulo di mio padre e me ne ordinò altri. Fu da allora che l’Antiquariato Europeo, nome della nostra azienda di famiglia, iniziò a trattare arte moderna. 

La lezione che avevo imparato era molto importante e mi sarebbe servita negli anni successivi. Le persone acquistano ciò che a loro piace, cose belle, ma soprattutto ciò che sanno “riconoscere“.

L’arte è un linguaggio complesso: e tra tutte le forme d’arte la pittura è la più difficile da comprendere. I clienti di mio padre non avevano acquistato il quadro perchè non ne conoscevano il linguaggio pittorico. Lo stesso valeva per mio padre che, in realtà, come del resto moltissimi antiquari della sua generazione, non si avvicinò mai più all’arte moderna ritenendola, a torto, “inferiore“.

Personalmente, ritengo che mai come nel XX secolo gli artisti siano stati in grado di creare così tanti linguaggi diversi, tutti in grado di trasformare la realtà naturalistica delle cose, dandole di volta in volta rappresentazioni di tipo impressionista, espressionista, cubista, fini all’astrattismo!

IL MERCATO DELL’ARTE MODERNA : LA DIFFICOLTA’ NELL’AUTENTICAZIONE DELLE OPERE D’ARTE.

Sfortunatamente il mercato dell’arte moderna è inquinato dal fenomeno della falsificazione, che riguarda la maggior parte dei pittori noti e con quotazioni storicizzate. Per contrastare il fenomeno sono nati molti archivi, tenuti da eredi o galleristi del pittore defunto, che si occupano dell’autenticazione e dell’archiviazione delle opere. Sfortunatamente, molto spesso, il costo dell’archiviazione dell’opera eguaglia o supera il valore dell’opera stessa, così da renderne quasi impossibile il commercio.

Purtroppo, ad oggi, nessuna normativa viene in aiuto dei tanti collezionisti e commercianti d’arte che devono spesso rinunciare ad acquisire un quadro non archiviato per via dei costi di archiviazione. Personalmente ritengo che il giudizio su un’opera d’arte sia qualcosa di troppo soggettivo per essere affidato ad una singola istituzione, che dovrebbe limitarsi unicamente a dare il parere, senza pretendere che questo possa essere “definitivo“.

Del resto, ci sono molte sentenze che vanno in questa direzione interpretativa, chiarendo in modo esplicito che quello della fondazione che tiene l’archivio di un pittore deve essere considerato solo un parere!

A sostegno di questa tesi vi è una sentenza del 14 Giugno 2006, espressa dal Tribunale di Roma, affermando che, nel caso di artisti scomparsi e suoi eredi “La facoltà di autenticare l’opera non spetta in via esclusiva agli eredi dell’artista defunto”.

Il caso di questa sentenza vedeva in scena il proprietario di un’opera che si rivolge ad una fondazione di un artista per ottenerne una valutazione. Detta fondazione imponeva al venditore di sottoscrivere una clausola che esonerasse da responsabilità riguardo la valutazione e l’autenticità rilasciata. 

Il Tribunale ha considerato illegittima la clausola proposta dalla fondazione in quanto esprimere giudizi sull’autenticità di un’opera di un artista scomparso fa parte del diritto alla libera manifestazione del pensiero e, quindi, può essere svolta da qualsiasi esperto d’arte presente sul mercato. Essendo libera, l’attività di autenticazione può essere esercitata da qualsiasi esperto avente una conoscenza completa e competenza adeguata sul mercato, al fine di rendere particolarmente attendibili le autenticazioni relative alle opere dell’artista. 

Tra i soggetti qualificati ed esperti che potrebbero rilasciare un’idonea e veritiera autentica, vi sono la fondazione, gli antiquari, periti esperti e molte altre figure che potrebbero aiutare il possessore di un’opera d’arte a fare il punto sulla situazione!

Per quanto riguarda i vostri dipinti di arte moderna o antica , nel caso vogliate avere una valutazione sottoponeteli alla nostra attenzione inviando le foto tramite WhatsApp o contattateci tramite mail

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Antiquariato Europeo nasce nel 1964, quando Umberto Scribano prese la decisione di lasciare il corpo di polizia, dove servì per ventitré anni, per dedicarsi alla sua più grande passione, l’antiquariato. Viene quindi inaugurata la grande galleria espositiva di mille metri quadrati, in via Gregorio VII 272, nel cuore di Roma, a pochi passi da Città del Vaticano.

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