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Norberto Proietti, noto ai più come Norberto, può essere definito pittore e scultore ma anche creativo a 360°. Al contrario di molti artisti della sua epoca, che hanno avuto modo di studiare in prestigiose accademie, il pittore Norberto è un autodidatta, una personalità poliedrica che ama confrontarsi con materie e materiali diversi.

Da un contesto familiare umile e da un luogo come Spello, che di certo non vanta la vivacità culturale delle grandi città d’Italia, Norberto parte alla ricerca della sua cifra stilistica e della sua realizzazione.

A 12 anni, nel 1939, il pittore Norbertosi trasferisce a Roma nel rione Trastevere per lavorare al fianco dello zio sarto. Pur avendo già dimostrato propensione ed interesse per l’arte e l’architettura Norberto si dedica completamente alla sartoria, covando però un senso di mancata realizzazione che si porterà sempre dentro.

Lasciata Roma nel 1942, Norberto torna a Spello; questo passaggio potrebbe sembrare quasi un passo indietro nella sua evoluzione personale ma in realtà non è così. Norberto infatti vive il ritorno in Umbria come un momento per recuperare una dimensione più familiare; per studiare con attenzione gli affreschi di Giotto presenti ad Assisi; per osservare la Cappella Baglioni di Spello, affrescata da Pinturicchio.

Il periodo Bergamasco ed il secondo ritorno a Spello

A seguito dello zio sarto vediamo Norberto a Bergamo, subito dopo la fine della guerra; in questo luogo li pittore si immerge nell’arte della Basilica di Santa Maria Maggiore e della Cappella Colleoni. Dal 1950 rientra definitivamente a Spello dove apre un laboratorio di sartoria che va piuttosto bene.
Tuttavia l’inquietudine creativa di Norberto è ormai al culmine ed è proprio nel 1951 che decide di dipingere il suo primo quadro.
Da quel momento in poi gli argini sono ormai rotti e Norberto si dedica soltanto alla pittura, organizzando mostre all’estero che lo fanno conoscere al grande pubblico.
Al festival dei due mondi di Spoleto emerge finalmente tutto il suo valore e il pittore Norberto ottiene, nel 1971, il premio Suzzara conferito da Cesare Zavattini. Norberto è un fiume in piena negli anni successivi; dipinge ininterrottamente nature morte, scorci campestri, angoli cittadini di Roma, Assisi e Bari, grandi edifici.

I suoi soggetti più noti nelle opere del pittore Norberto sono però i cosiddetti ‘paesaggi medievali’ in cui gli edifici, e soprattutto i personaggi che li popolano, diventano incarnazioni quasi metafisiche e sublimate della realtà umbra. I frati in miniatura ritratti con tratti così naturalistici, piccole formiche che si muovono in enormi palazzi avulsi dal tempo, fanno di Norberto uno dei più grandi esponenti dello stile naif italiano.
Oltre che alla pittura, l’artista si dedica anche alla scultura, utilizzando materiali multiformi ma poveri, come legno d’ulivo, ceramica e bronzo.

Valutazione quadri di Norberto

Per ottenere una valutazione dei quadri del pittore Norberto è consigliato rivolgersi a degli esperti. Lo staff di Antiquariato Europeo vi può aiutare con il servizio di valutazione ed acquisto da privati. Vi basterà inviare le foto via whatsapp per ottenere velocemente il parere di un esperto.

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